Calcio NOSTRO•
È un noto luogo comune del calcio: i portieri sono diventati portieri perché non sanno giocare a calcio. Questo vale anche per il nuovo portiere argentino dell’Ajax, Gerónimo Rulli (30). È quello che dice lui stesso.
“Quando ero piccolo non mi piaceva correre, quindi mi limitavo a stare in porta, ahah. Mi piaceva e stavo sempre lì”.
Altro cliché sui portieri: sono sempre il perdente della squadra. Anche un po’ pazzo. Lo può confermare anche Rulli, arrivato quest’inverno dallo spagnolo Villarreal.
Il portiere dell’Ajax Rulli non ha paura della follia di Kuip: “Sappiamo tutto in Argentina”
“Devi essere un po’ pazzo come portiere. Nel calcio, giochiamo il nostro sport. Siamo gli unici autorizzati a toccare la palla con le mani e indossiamo una maglia diversa. Quindi sì, siamo un po’ diversi, ma senza di te non puoi giocare con noi. C’è molta responsabilità sulle nostre spalle”.
Con l’Argentina, Rulli è diventato campione del mondo in Qatar quest’inverno come portiere di riserva. Ha assistito da vicino a come il suo paese, guidato da Lionel Messi, ha vinto il titolo e sconvolto l’Argentina.
Nella pelle di Noppert
Rulli non ha giocato un minuto, eppure ha svolto un importante ruolo di supporto durante i Mondiali. Oltre a sostenere il primo portiere Emiliano Martínez, Rulli ha imitato il portiere avversario ai calci di rigore. Per i quarti di finale contro l’Olanda, ha interpretato il ruolo di Andries Noppert.
Ridendo: “Dovrei essere quattro pollici più alto!” E poi sul serio: “Abbiamo assistito a tanti rigori e poi abbiamo cercato di informare al meglio i giocatori. Di cosa abbiamo notato, dove potevamo fare meglio e cosa è andato bene. Poi sta a loro decidere cosa vogliono fare con esso.”
Il consiglio di Rulli ha funzionato bene, dato che il disperato Noppert non ha potuto prendere un rigore. L’Argentina ha vinto ai rigori anche in finale contro la Francia. Ma dopo le due partite non si è trattato solo della vittoria, ma anche di qualche comportamento antisportivo dell’Argentina.
Tutto da guadagnare, ma in particolare il suo collega portiere Martínez è andato molto lontano. Rulli preferisce non parlarne troppo, ma dice di essere di indole più tranquilla.
“In campo mi piace parlare, comunicare, far vedere che ci sono. Ma quando devo agire cerco di stare il più calmo possibile”.
Ora ha trent’anni, ma dice di non aver ancora raggiunto il suo apice. E infatti, con Remko Pasveer (39) e Maarten Stekelenburg (40) dietro di lui, è ancora relativamente giovane.
Nelle sue prime due presenze con l’Ajax ha mantenuto la porta inviolata, ma contro l’FC Twente è stato assistito due volte dal palo ed è apparso più volte agitato con la palla al piede. “Penso che possa essere ancora meglio”, dice l’argentino.
Rulli si prepara sempre nei minimi dettagli e quindi ora sa tutto di The Classic. “Ho visto le edizioni precedenti. E ho già giocato al De Kuip una volta. Con la Real Sociedad cinque o sei anni fa. È uno stadio bello”.
L’avversario ha anche dei segreti per il portiere. “So che Kökcu prende i calci di punizione”, ha detto con fermezza. “Ma potrebbe essere anche Danilo.”
Rulli, anche grazie alla buona preparazione, non è preoccupato per la sua prima Classica e per la follia attesa da De Kuip. “So che le emozioni contano. In Argentina sappiamo tutto di questo… Ovviamente vuoi rendere le cose il più difficili possibile per il tuo rivale. Quindi sappiamo cosa fare”.
“Cade molto. Piantagrane. Creatore totale. Appassionato di caffè. Pioniere orgoglioso del bacon.”
You may also like
-
L’universo ludico dai primi giochi più antichi alle grafiche digitali dei casinò online
-
Addio Allegri: Dopo la Juventus, lascio una squadra vincente. Litigio con Giuntoli durante la festa – la Repubblica
-
Christillin: Il controllo del governo nel calcio? Da Fifa e Uefa, no a ingerenze. Club e Nazionale rischiano lesclusione
-
Udinese-Napoli 1-1: Success risponde a Osimhen, gli azzurri regalano un punto a Cannavaro
-
Il Milan alla ricerca dell’allenatore giusto