Il combattente italiano vince per decisione unanime dopo aver demolito una ad una le certezze sull’ottagono del fortissimo svedese. È il suo quarto successo di fila e piange con la bandiera in mano
Alla fine Marvin Vettori piange, e questa è una lezione per tutti: mai vergognarsi di piangere, le lacrime non sono mai segno di debolezza. Marvin Vettori è in lacrime, dopo aver issato la bandiera italiana su Las Vegas, dopo aver battuto il numero 4 della classifica dei pesi medi Ufc Jack Hermansson. Aveva accettato la sfida con un preavviso di una settimana, apparentemente una follia. Ma non c’è niente di folle: dietro Vettori c’è determinazione ferrea, anni di sacrifici, preparazione tecnica affinata dopo allenamento, strategia scacchistica competitiva e un fisico Terminator. Ha battuto uno dei migliori al mondo e si è guadagnato la sua quarta vittoria consecutiva con la sicurezza delle onde che colpiscono gli scogli, togliendo una dopo l’altra le certezze dell’avversario e mettendo subito le mani sul gioco. E quando l’arbitro Herb Dean ha alzato la mano destra, aveva il tricolore nella sinistra. E sul viso le lacrime del più forte, di chi sale la classifica uno sport due gradini alla volta.
L’incontro
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Dal giorno prima si era capito che Vettori era in tenuta da battaglia: il solito ciuffo biondo appariva a peso rasato zero, troppo glamour per un main event. E lo sguardo si traduce piacevolmente nell’ottagono: Vettori usa la boxe per chiudere l’avversario in gabbia ignorando i calci che usa lo svedese per mantenere le distanze, e dopo un minuto e mezzo è a punto. per chiudere il combattimento mentre entra in faccia all’avversario con un destro-sinistro e lo stende. Quindi cerca la sottomissione ma si affretta, riporta buoni pugni ma dà a Hermansson il tempo di riprendersi. Il Joker capisce così che la partita deve riportarlo a terra, non appena ci riesce afferra la gamba di Vettori che però mette in scena una clinica difensiva e gli impedisce ogni azione pericolosa. Qui il capolavoro di Marvin appare chiaro: uno per uno, demolisce le certezze dello svedese, smonta pezzo per pezzo la sua strategia come un Lego. Si vede anche nel suo peggior giro, il terzo, che Hermansson vince nettamente ma senza chiudere il suo amato clinch alla gamba.
La fine
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Il quarto round è uno scambio di colpi senza vincitori, ti senti stanco. C’erano dubbi sulla condizione fisica di Vettori, non abituato a partite sui 5 giri, ma tiene duro: non chiude le combo per paura del contropiede avversario, ma attacca con forza contro un Hermansson chi lavora per una mappa, risponde con rabbia ma le sue solite armi, quelle prese a terra dalla lotta greco-romana e un bel tiro con il piede destro, non le trova più. L’ultima arma del Joker è un tentativo di leva del tallone, ma Vettori lo scuote come una zanzara il 15 agosto. I giudici possono solo certificare un abbinamento perfetto: vittoria per decisione unanime, poi lacrime. L’Italia ha una nuova stella al più alto livello di una disciplina, l’Ufc, arena per i gladiatori moderni, ha un nuovo volto da lanciare e rilanciare. Gli americani adorano il vanto di Marvin.
E anche quando nel rito colloquio di fine partita dedica la partita al nostro Paese (“Per l’Italia che soffre, volevo”) e sfida il brasiliano Paulo Costa “Borracinha”, ultimo sfidante al titolo contro Adesanya, i sorrisi dei VIP che twittano e delle persone al confine sono autentici. Se è così, sarà un altro passo per Vettori e l’Italia.
6 dicembre 2020 (modificato il 6 dicembre 2020 | 8:09)
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